Il mio stile: una Sicilia da respirare, non solo da guardare

Quando una coppia mi scrive da Londra, da Monaco o da oltreoceano, spesso comincia così: “Vorremmo qualcosa di autentico.” È la parola che mi guida da sempre. Autentico, per me, non vuol dire rustico né folkloristico: vuol dire che il matrimonio deve somigliare agli sposi e al posto in cui li accolgo.

In questo articolo ti racconto come lavoro, e perché i miei matrimoni in Sicilia hanno un’aria riconoscibile pur essendo tutti diversi.

Parto dai luoghi che hanno già un’anima

Non cerco scenografie. Cerco posti che raccontino qualcosa: una chiesa barocca con l’altare dorato, un vicolo di pietra scaldata dal sole, un muretto a secco che si affaccia sulle colline, un palazzo con i balconi in ferro battuto e la terrazza piena di agrumi, un giardino con ulivi centenari. Il mio compito è accompagnare questi luoghi, non coprirli.

La luce è il mio primo strumento

Se dovessi scegliere un solo elemento, sceglierei la luce. Lanterne bianche traforate che disegnano ricami sui tavoli, candele nei vasi di vetro appoggiate alla pietra, catene di lampadine tra i rami degli ulivi, ombrellini di pizzo sospesi come piccole lune. E quando la festa lo permette, le luminarie siciliane, quegli archi di luce delle feste di paese che per una sera diventano la cornice di una cena di nozze. Con la luce giusta, un giardino diventa un ricordo.

Colori coraggiosi, ma mai casuali

Non ho paura del colore, ma lo scelgo con metodo. Ho costruito matrimoni interi sul viola e sul lilla, con ortensie blu, fucsia e bianche. Altri sul giallo dei limoni e dei girasoli, con tanto verde. Altri sul turchese, sul rosa cipria, sul verde salvia di una tavola di legno. La palette nasce sempre da due cose: gli sposi e il luogo. Mai da una moda.

Il fatto a mano è la mia firma

I dettagli sono quello che gli ospiti toccano e si portano a casa. Runner all’uncinetto sotto le lanterne, il tavolo dei posti scritto su assi di legno recuperato, una vecchia macchina da scrivere per i messaggi agli sposi, coni di riso decorati con limoni, bomboniere con i nomi e la data. Sono cose piccole, ma sono quelle che si ricordano.

Il cibo è già scenografia

In Sicilia il cibo è un’estetica: limoni nelle alzatine, peperoncini e fichi d’India tra i rami secchi, confetti in grandi coppe di vetro, arancini serviti in scatoline durante il cocktail. Non lo nascondo dietro un buffet anonimo, lo faccio diventare parte dell’allestimento.

Un tocco d’Oriente

C’è una nota che a volte sorprende: lanterne filigranate, angoli lounge con cuscini e pouf sul prato, tessuti colorati. Vengono dai miei viaggi in Turchia e dagli eventi che ho organizzato in Tunisia. Li inserisco quando il concept lo permette, con eleganza e senza forzature.

Pensati per chi arriva da lontano

La maggior parte delle coppie che seguo viene dall’estero. Significa organizzare a distanza, tradurre, ascoltare le tradizioni di due famiglie e farle dialogare. Significa anche esserci nei momenti di stress: è la cosa che le mie coppie mi dicono più spesso, ed è quella di cui vado più orgogliosa.

Emozioni, non pose

Alla fine, quello che resta sono i momenti veri: un abbraccio in chiesa, una bambina che gioca con un cappello, gli sposi che camminano in un vicolo prima della cerimonia, il lancio del riso sul sagrato. Un matrimonio non è una vetrina: è una giornata da vivere fino in fondo.

Vuoi un matrimonio in Sicilia con il tuo stile?

Raccontami chi siete e da dove venite. Da lì costruiremo insieme un matrimonio che porti con sé le vostre radici e la luce della Sicilia.

Scrivimi: fiocchidiriso@gmail.com

Un bacio al tramonto -A sunset kiss

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